Wellness
Un romanzo interessante e intelligente: da leggere!
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Wellness di Nathan Hill è la storia del matrimonio tra Jack ed Elizabeth. Anzi, è la storia di un innamoramento, di un matrimonio, di un figlio -Toby-, e della crisi del matrimonio. Sembra una storia tradizionale, ma non lo è, perché l’autore fonde e separa con grande consapevolezza le identità di Jack ed Elizabeth, che sono legate, mescolate, ma anche distanti e segnate da un passati molto diversi fra loro.

I capitoli si sviluppano attraverso una serie di flashback e salti temporali che permettono di narrare in modo accattivante e non lineare l’evoluzione dei personaggi, e con essa quella della tecnologia, che nel romanzo svolge il ruolo di elemento perturbante.

Durante la lettura, infatti, sorge la domanda: fino a che punto Wellness, con le paranoie, i complessi e le assuefazioni dei suoi personaggi, è una deformazione della realtà attuale?

A me pare che il confine che lo separa da come stanno le cose oggi sia labile e oscillante: un momento ciò che accade nel libro appare riconoscibile e perfettamente rispecchiante il presente, un momento dopo si pensa che no, certo che noi non siamo a questi livelli. Siamo assorbiti dai nostri dispositivi tecnologici? Ovviamente, ma di certo i nostri figli non mostrano la stessa apatia verso il mondo di Toby, la stessa incapacità di attenzione e pazienza. Siamo bombardati di pubblicità e con almeno un integratore di scorta nell’armadietto del bagno? Di certo, però, non ne abbiamo una dozzina. Iniziamo a pensare che l’istituto del matrimonio sia antiquato, che una maggiore libertà sessuale sia necessaria? Fortunatamente anche la legislazione ha fatto dei passi in questa direzione, ma partecipare a un’orgia non è poi cosa frequente.

Quanto è distopica la realtà di Wellness o quanto, per contro, è semplicemente una naturale evoluzione del presente, una conseguenza quasi scontata? O, addirittura, Wellness è già il presente? Sono domande su cui è interessante interrogarsi.

Per di più il romanzo mostra anche parecchi aspetti positivi della nostra epoca: la volontà di prenderci cura di noi stessi anche in termini di salute mentale o di visualizzare in modo positivo il futuro per poter avere un’attitudine alla vita propositiva e più serena. Dove sta allora il limite? Quando anche le migliori pratiche diventano eccessive? Quando l’evoluzione smette di essere progresso? In cosa consiste davvero il benessere?

Wellness amplifica sapientemente alcune dinamiche o credenze diffuse nella nostra società per mostrarcele meglio e farci entrare in modo approfondito nei meccanismi psicologici che le sottendono; esse appaiono dunque amplificate o deformate perché sono poste sotto una lente d’ingrandimento.

«Le persone non vivono il mondo con pace e tranquillità. La nostra vita non è mai stata così libera da minacce fisiche immediate, eppure non ci siamo mai sentiti così tanto minacciati. E questo perché, nel corso della nostra normale vita quotidiana, con tutte le responsabilità del lavoro e della famiglia, in mezzo al turbinio di informazioni e notizie e tendenze, con i milioni di scelte a nostra disposizione, con tutti gli orrori del mondo che ci vengono propinati ogni momento dalla tv e dai computer e dai telefonini, perlopiù ci sentiamo solo ansiosi, preoccupati, precari, vulnerabili: in pratica le stesse emozioni che proveremmo se ci fosse davvero una carestia, o se fossimo davvero braccati». (p.625) 

Il romanzo pone un’attenzione particolare all’aspetto psicologico dei personaggi, che non solo riflettono sui propri sentimenti, sulle cause delle proprie azioni e sul proprio background familiare ma lo fanno in termini specificamente psicanalitici e supportati da studi citati dall’autore stesso.

I personaggi, dunque, non solo hanno una psicologia complessa, ma sanno di averla; in particolare Elizabeth che lavora per l’interessantissimo ambulatorio chiamato proprio “Wellness”, dove si studiano i placebo.


Il romanzo di Hill si distingue non tanto per saper leggere con occhio estremamente attento e lungimirante il presente, ma perché al centro di Wellness resta l’umano.

Il tema non sono le nuove tecnologie, il tema sono i rapporti tra le persone, il loro sentire, gli affetti, le aspirazioni e le preoccupazioni; è per questo che Hill riflette anche sulla narrazione, su quanto le storie siano fondamentali per creare la nostra visione del mondo e intessere rapporti con gli altri:

«Ogni coppia ha una storia che racconta a se stessa, una storia che ronza sotterranea come una specie di motore, che la spinge a superare i problemi e ad affrontare il futuro». (p.212)

«E l’unica cosa di cui era sicura lei era che tra noi e il mondo esistono un milione di narrazioni, e se non sappiamo quali sono vere, tanto vale scegliere quelle più umane, più generose, più belle, più amorevoli». (p.212)

La relazione è il centro del romanzo, ed è per questo che funziona così splendidamente e che la storia del rapporto tra Jack ed Elizabeth terrà incollati alle pagine.

Wellness è un romanzo completo, intelligente e interessante; sicuramente da leggere.