Il magico studio fotografico di Hirasaka
Forse la morte è una cosa semplice
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Il magico studio fotografico di Hirasaka è una piacevolissima scoperta. Il volumetto agile, di circa 150 pagine, è frutto dell’inventiva di Sanaka Hiiragi, scrittrice di Tokyo dalla passione per le fotografie, e permette, anche a chi non conosce questo mondo, di immergersi nella cultura orientale. Infatti, il libro ha una straordinaria capacità, tutta orientale, di affrontare lucidamente (ancora oggi nel ventunesimo secolo) il tema della morte e di ciò che ne consegue, lontano dagli estremi opposti del cinismo e del dramma. Con grande concisione si presenta, sin dalle prime pagine, il problema che angoscia noi esseri finiti e incapaci di conoscere il futuro: “La agitava non riuscire a immaginare quello che le sarebbe capitato di lì a poco” (p. 17). Questo problema ontologico rimane, tuttavia, sospeso in un’atmosfera rarefatta e di ordinaria magia, poiché la scrittrice non osa addentrarsi troppo oltre quello che è solo l’anticamera del sonno eterno: lo studio fotografico di Hirasaka.


Il maggior pregio stilisto è sicuramente la semplicità e l’immediatezza con cui le immagini prendono vita; così lo studio fotografico risulta sospeso in un limbo rarefatto, ma contemporaneamente descritto con limpidi particolari.


Ciò nonostante, in alcuni passaggi, la scrittrice, forse alla ricerca dell’incisività, arriva a essere eccessivamente telegrafica e sbrigativa. Alla chiarezza delle immagini si associa la chiarezza della struttura del libro, che è tripartita e anche troppo semplice e schematica. Ciò che la impreziosisce e la “salva” è il sottile filo rosso che unisce le storie di cui si compone ognuna delle tre sezioni, a ricordarci la diversità dell’esperienza terrena di ogni uomo, ma anche il legame che congiunge a distanza i cuori.


Un bel libro con cui trascorrere una domenica pomeriggio.