
Che genere di vita conduce Kath? Cosa c’è nel suo passato? Cosa sono le donazioni? Sono le domande che sorgono dopo aver letto le prime pagine di questo romanzo, ambientato in Inghilterra nella seconda metà del Novecento, ma in una realtà velatamente distopica. La verità di questo mondo da brividi è svelata pian piano, con delicatezza e naturalezza e, in fondo, non è che una cornice. Ishiguro sceglie di spostare il confine di ciò che è considerato umano oltre le nostre convenzioni, e così rivela con più chiarezza ciò che realmente è definibile umano; può scrutare più a fondo nell’anima delle persone, alla ricerca di ciò che le contraddistingue e le definisce tali.
La voce di Kath, narratrice di questa meravigliosa storia, ci consegna un punto di vista estremamente lucido e perspicace sul mondo che abita ed è anche capace di cogliere con precisione i complessi meccanismi delle relazioni che intrattiene. Non lasciarmi, infatti, è una travolgente storia di amore e di amicizia. Forse, sono proprio queste forze potenti che, depositate sul fondo dell’anima di ciascuno, ci rendono desideranti e speranzosi, ovvero ci rendono umani.
Ishiguro, però, non tralascia l’altro volto dell’umano, ovvero il suo straordinario egoismo e ci porta a riflettere, con orrore, su quale sia il prezzo che altri devono pagare quando non siamo disposti a riconoscere in loro un volto umano.
Un libro da leggere e in cui rimanere immersi senza fiato, come sott’acqua, per alcune ore!