
Quando una difficoltà diventa un dono ce lo spiega Giacomo Mazzariol in Mio fratello rincorre i dinosauri. Storia mia e di Giovanni che ha un cromosoma in più.
Nel breve romanzo, infatti, Giacomo racconta della sua famiglia, che è davvero fuori dall’ordinario: è numerosa, piena di calore e di amore e l’ultimo arrivato è Giovanni, che ha la sindrome di down. Giacomo, a cinque anni, cerca di capire quali superpoteri possieda quel piccolo bambino cinese con la lingua di fuori che i suoi genitori hanno detto essere speciale. L’autore racconta come a poco a poco scopra che con Giovanni non può fare la lotta, né giocare seriamente una partita di calcio. Giovanni adora i dinosauri, è divertente e amorevole, ma agli occhi di suo fratello appaiono soprattutto le cose che Giovanni non sa fare e la compassione che potrebbe suscitare agli occhi dei suoi compagni di classe. La difficoltà di Giacomo è quella dell’incontro con ciò che non conosciamo e ci sembra diverso, ma solo grazie a essa riceverà il dono di guardare il mondo con gli occhi di chi riesce a vedere tutto il Mesozoico nel salotto.
Leggendo questo romanzo si diviene per un momento parte della colorata confusione di casa Mazzariol e l’autore ci strappa un sorriso a ogni pagina, con penna leggera e incisiva.
Con un tema così bello e potenzialmente ricco come la storia di un bambino con la sindrome di down raccontata dagli occhi del fratello, personalmente mi sarei aspettata una profondità psicologia e introspettiva maggiore, ma questa mancanza è probabilmente dovuta alla giovane età dell’autore, che nel 2016, quando è uscito il romanzo, aveva solo 19 anni. Appena un anno prima aveva pubblicato su Youtube un cortometraggio intitolato The Simple Interview, che riscosse un immediato e inaspettato successo. Ma di come Giacomo sia arrivato a filmare Giovanni e a montare questo cortometraggio lo scoprirete solo leggendo Mio fratello rincorre i dinosauri.