La maestra del vetro
Quello che non ti aspetti
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Tracy Chevalier torna con un romanzo contemporaneamente storico e surreale, nel quale la magnifica città di Venezia si moltiplica in un caleidoscopio di immagini diverse.


Per questo, mi sento di ringraziare l’autrice. Perché ci ha fatto riscoprire il volto di Venezia, spesso nascosto sotto frotte di turisti e distorto da narrazioni che fanno apparire la città come un parco giochi o un centro commerciale. La Chevalier ha trovato un modo originale ed elegante per riportare alla luce la sua anima.


La storia è quella di Orsola Rosso e inizia nel XV secolo, quando Murano, la piccola isola dove Orsola è nata, sembrava lontanissima da Venezia e la terra ferma era ignota e inaccessibile. Vivere a Murano significa vivere nella terra dei vetrai, o meglio, nell’unico posto al mondo dove l’arte del vetro fosse praticata a livelli così raffinati e i suoi segreti fossero tramandati di padre i figlio. Il padre di Orsola, infatti, è un vetraio, ma Orsola è femmina e il titolo di Maestro un giorno non passerà a lei, ma al fratello Marco. Tuttavia, Orsola troverà il suo posto nel mondo del vetro e riuscirà a distinguersi per la propria abilità.

Si tratta della storia di una donna che riesce ad aprirsi una strada come poche prima di lei, ma Orsola non è animata tanto dalla volontà di emancipazione, quanto piuttosto dalla volontà di salvare la propria famiglia. La madre, i fratelli, le cognate, i nipoti, e poi il marito, costituiscono il suo universo e una micro-società variopinta e affascinante. A questa si aggiunge una storia d’amore che travalicherà le epoche.


Nel corso del romanzo, infatti, i personaggi invecchiano, ma in modo incredibilmente lento rispetto agli straordinari salti temporali a cui assistiamo. Se le prime pagine sono ambientate nel Quattrocento, nelle ultime ci ritroviamo addirittura all’epoca del covid, dopo aver conosciuto Venezia durante la peste, l’era napoleonica e la dominazione austriaca. A Venezia il tempo scorre in modo differente, è la Chevalier a dirlo, e, anche se in realtà si tratta di un arguto meccanismo narrativo, ci fa capire immediatamente il fascino della città. Un luogo che è il frutto della stratificazione di epoche diverse e che sembra avere nelle fornaci dei maestri vetrai il proprio cuore pulsante.


La lettura, dunque, è affascinante e ci aiuta anche a conoscere in modo più approfondito la storia delle nostre terre, poiché le descrizioni sono profonde e ben curate. Alcune parti del romanzo potrebbero risultare più lunghe e noiose di altre, ma anche questo contribuisce a creare l’atmosfera di tempo sospeso che si respira in queste pagine. Il mio consiglio è quello di resistere e continuare a leggere, perché il finale è mozzafiato!