Venuto al mondo
Una lettura caldamente consigliata per il momento storico che stiamo attraversando
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Nella figura di Pietro c’è l’eredità di un’intera generazione. Pietro è il figlio che non conosce ancora quasi nulla di com’era la guerra a Sarajevo e della storia di sua madre, Gemma. È tornando in quelle terre che i ricordi riaffiorano e al presente si sovrappongono lunghi racconti del passato, vite che si intrecciano tra loro, come ricamate in un’unica tela. Sembra che Gemma racchiuda in sé una moltitudine di “io” e un segreto che il lettore scoprirà soltanto alla fine. Dalla ragazza alla donna matura seguiamo il suo evolversi, il suo invecchiare e disperare, la sua personale guerra contro la natura, in cui “la maternità diventa un travaglio epico, una favola dura come l’ingiustizia, luminosa come un miracolo”*.


La grande storia, dunque, quella delle nazioni, della loro incapacità di comprendere e della loro indifferenza, unita a una complessa storia personale e famigliare. Un connubio che ricorda La storia di Elsa Morante.


I romanzi in cui l’autore o l’autrice ci raccontano la vita dei personaggi per un arco di tempo molto lungo, mi trasmettono sempre un senso di ineluttabilità: moltissime cose sono accadute, la vita è scorsa, si è compiuta, non è più modificabile. Cosa rimane da immaginare oltre? Ma Margaret Mazzantini, con Pietro, ci fornisce uno sguardo sul futuro, come se tra la caligine del passato si aprisse uno squarcio di azzurro, l’azzurro del mare. Ed è questo senso di estrema gravità unita alla speranza che il lettore si ritrova nel petto al termine del libro.


Una lettura, dunque, caldamente consigliata, anche per il momento storico che stiamo attraversando. Mi sono casualmente ritrovata a leggere alcune pagine sull’assedio di Sarajevo mentre scorreva il telegiornale in sottofondo: un’esperienza difficile da sostenere.

Per Venuto al mondo la Mazzantini vince un meritato premio Campiello nel 2009. D’altronde la sua penna cattura il lettore con uno stile molto personale, ritmato e che non annoia.

* Dalla sovracoperta dell'edizione Mondadori, 2008.